
Ci siamo. La festa è finita. O meglio, è finita la fase di “lancio” in cui tutto ci veniva offerto su un piatto d’argento (e gratuito) pur di farci digerire la digitalizzazione forzata. Se avete ricevuto quella fastidiosa notifica o avete letto i titoli allarmistici, sappiate che non è un errore di sistema: lo SPID di Poste Italiane diventa a pagamento.
Sì, avete capito bene. Quello strumento che lo Stato ci ha “caldamente invitato” a fare per accedere a qualsiasi cosa, dal cedolino della pensione al bonus asilo nido, ora per molti avrà un prezzo. E non parlo di spiccioli simbolici, ma di una vera e propria gabella digitale che colpisce chi è meno esperto.
Ma prima che corriate all’ufficio postale a sventolare banconote con rassegnazione, fermatevi. Non siete obbligati a restare con Poste. Esiste un mondo di alternative gratuite che non vedono l’ora di accogliervi, senza chiedervi un centesimo.
Mettetevi comodi: oggi smontiamo il listino prezzi e vi spieghiamo come risparmiare quei 12 euro (e tanta bile).
Caos SPID: Cosa cambia davvero da Gennaio 2026?
Fino a ieri, lo SPID era quella cosa “gratis per sempre” (o quasi). Poste Italiane, forte della sua presenza capillare, ha fatto incetta di utenti: oltre 24 milioni di identità digitali attive. Una posizione dominante che ora sta monetizzando.
Dal 2026, la musica cambia radicalmente. Se per i nuovi utenti il primo anno potrebbe sembrare ancora gratuito (una classica esca), dal secondo anno scatta la tagliola del canone ricorrente. E per chi lo ha già? Il rinnovo non è più automatico e gratuito come un tempo. Se volete mantenere le credenziali attive con PosteID, dovrete mettere mano al portafogli.
La domanda che dovete farvi è: ha senso pagare per un servizio che serve solo ad accedere ad altri servizi (spesso già pagati con le tasse)? La risposta è no. Soprattutto se considerate che lo SPID è un’infrastruttura pubblica affidata a gestori privati. E se il gestore privato decide di fare cassa, il cittadino ha il dovere morale (e finanziario) di guardare altrove.
Il Listino Prezzi: Chi paga e chi è esente
Facciamo chiarezza, perché tra comunicati stampa e voci di corridoio c’è molta confusione. Ecco il “menù” che Poste Italiane sta servendo agli italiani, basato sui documenti ufficiali:

1. La “Tassa” di Ingresso (Costo di Attivazione)
Se non avete ancora lo SPID e decidete di farlo con Poste oggi, preparatevi.
- Identificazione in Ufficio Postale (De Visu): 12,00€. Questa è la cifra che fa più rabbia. Pagate 12 euro per prendere il numeretto, fare la fila, aspettare che l’operatore digiti i dati e vi guardi in faccia. Un’ora del vostro tempo più il costo di una pizza. Assurdo.
- Identificazione via Bonifico: 10,00€. Anche farlo da casa costa, se non avete i mezzi tecnologici giusti.
- Identificazione “Gratuita”: Esiste, ma solo se avete già la CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN, il Passaporto Elettronico o la Firma Digitale. Ma attenzione: se avete già la CIE… perché state facendo lo SPID con Poste? (Spoiler: ve lo spiego dopo, è inutile).
2. L’Abbonamento (Canone di Gestione)
È la novità che scotta di più.
- Canone Annuo: 6,00€. Dal secondo anno in poi, o per i rinnovi, il costo standard per mantenere attivo il servizio è di 6 euro l’anno.
Chi si salva? Le carte dicono che alcune categorie fragili (come gli over 75) o situazioni specifiche legate a convenzioni particolari potrebbero rimanere esenti. Ma per la stragrande maggioranza della popolazione attiva (studenti, lavoratori, partite IVA), lo SPID Poste diventa una voce di costo.
Il paradosso: Paghiamo per dimostrare di essere noi stessi allo Stato. È come se il portiere di casa vostra vi chiedesse 50 centesimi ogni volta che rientrate nel vostro appartamento.
Basta pagare: Le Migliori Alternative Gratuite
Ecco la parte che Poste Italiane non scriverà mai a caratteri cubitali. Il mercato dello SPID è libero. Non esiste il monopolio. Se il vostro fornitore alza i prezzi, voi cambiate. Gratis.

Ecco i “Cavalieri Bianchi” del risparmio digitale che dovete conoscere oggi stesso:
1. SielteID: Il Re del “Gratis per Sempre”
SielteID è un provider che ha fatto della gratuità la sua bandiera.
- Costo Attivazione: 0€ (se usate CIE, CNS o Firma Digitale).
- Canone Annuo: 0€. Nessuna sorpresa, nessun rinnovo a pagamento nascosto nelle clausole.
- Assistenza: Dalle recensioni e dai forum (Voice of Customer), l’assistenza clienti di Sielte è spesso valutata meglio di quella di Poste. Meno burocrazia, interfacce più pulite.
2. Namirial ID: L’Alternativa Solida
Un altro gigante silenzioso, Namirial ID.
- Costo: Generalmente gratuito per uso personale.
- Punti di forza: Spesso lancia partnership (in passato con la Coop, ad esempio) per facilitare il riconoscimento. Se avete la CIE, l’attivazione è immediata e a costo zero.
3. La CIE (Carta d’Identità Elettronica): Il vero “Killer” dello SPID
Smettetela di considerare la CIE solo come quel pezzo di plastica nel portafoglio. La CIE È uno SPID.
- Scaricate l’app CieID sul cellulare.
- Avvicinate la carta al telefono (tramite NFC).
- Risultato: Entrate sul sito INPS, Agenzia Entrate o Fascicolo Sanitario esattamente come facevate con lo SPID.
- Costo: Già pagato (i famosi 22€ al Comune quando l’avete rifatta).
- Livello di Sicurezza: 3 (il massimo). Superiore allo SPID base.
Perché pagare 12€ a Poste o 6€ all’anno di canone quando avete già in tasca la soluzione definitiva e statale?
Come passare da Poste a un altro operatore (Tutorial rapido)
Molti consumatori sono bloccati dalla paura burocratica: “Oddio, devo mandare una raccomandata di disdetta a Poste? Devo litigare al telefono?”
NO. Respirate. La procedura è indolore.
- Non serve disdire nulla (subito): Non siete sposati con Poste. Potete avere anche 10 SPID diversi con 10 operatori diversi contemporaneamente (si chiama “multi-identità”).
- Prendete la vostra CIE: Assicuratevi di avere il PIN (se l’avete perso, il Comune ve lo ridà, o l’app CieID ve lo fa recuperare facilmente).
- Andate sul sito di Sielte o Namirial: Cliccate su “Richiedi SPID”.
- Scegliete “Riconoscimento via CIE”: Vi chiederanno di inquadrare la carta o usare l’app.
- Fatto: In 10 minuti avete un nuovo SPID, gratis, funzionante.
- Il vecchio SPID Poste: Lasciatelo scadere. Se vi chiedono soldi per rinnovarlo, ignoratelo e usate quello nuovo. Se volete essere precisi, potete revocarlo dal pannello online, ma non è obbligatorio per far funzionare quello nuovo.
Attenzione alle truffe: I siti che ti chiedono soldi inutilmente

In questo caos di cambi tariffari, gli sciacalli proliferano. State alla larga da siti “intermediari” o agenzie di servizi che vi promettono di “farvi lo SPID in 24 ore” chiedendovi 30 o 40 euro. Spesso non sono provider ufficiali, ma semplici passacarte che vi fanno pagare servizi che sui siti ufficiali (Spid.gov.it) trovereste gratis. Controllate sempre l’URL: deve essere quello ufficiale del provider (es. sielte.it, namirial.it).
FAQ – Domande Frequenti (e Risposte Brutali)
Devo per forza pagare i 12 euro di attivazione alle Poste? Assolutamente no. Se andate in ufficio postale “a mani nude” (senza CIE/firma digitale), sì. Ma se avete la CIE, potete farvi lo SPID da casa con Sielte a costo zero. Non regalate soldi per farvi guardare in faccia da un impiegato.
Se non pago il rinnovo a Poste, mi cancellano l’identità digitale? Viene sospesa. Non potrete usarla per accedere ai servizi. Ma i vostri dati (es. la pensione INPS) non spariscono! Semplicemente dovrete accedere usando un altro SPID (Sielte, Namirial) o la CIE. Non siete ostaggi delle Poste.
La CIE sostituisce davvero lo SPID? Sì. Ormai il pulsante “Entra con CIE” è presente accanto a “Entra con SPID” sul 99% dei siti della Pubblica Amministrazione. È più sicura e non scade ogni 2 anni (dura 10 anni come il documento).
Conclusione: Il 2026 segna la fine dell’innocenza digitale. Poste Italiane ha fatto la sua mossa commerciale, legittima ma antipatica. Ora tocca a voi fare la mossa del consumatore intelligente: votare con il portafoglio (chiuso) e migrare verso chi offre il servizio gratuitamente. Non fatevi pigri, fatevi furbi.
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